Cosa ne pensiamo di 32Red Casino Online

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Il grosso ed importante Gruppo 32Red Plc, e quindi la sua esperienza, hanno fatto in modo che la strada per il successo di 32Red casinò online fosse indubbiamente “spianata” ed aperta per arrivare al “cuore” ed ai click dei giocatori… E’ un casinò online apprezzato e ricercato poiché usufruisce di uno staff altamente professionale che contribuisce a proporre sempre novità interessanti, e sopratutto propone novità sempre in crescendo e sempre più frequentemente. In fondo il mondo online cerca questo perchè è “avido” di cose nuove e di nuove sfide: 32Red casinò offre tutto questo “coperto e protetto” dalla licenza AAMS che mette in sicurezza piattaforma, giochi e prima di tutto i giocatori che cercano sì il divertimento “azzardato” ma vorrebbero farlo in tranquillità e non avendo sorprese nella riscossione delle vincite così rincorse ed agognate.

Giochi

In un “serio” casinò online cosa cerca il giocatore? Anche quello di “primo pelo”, che si affaccia timidamente a questo mondo affascinante, cerca “emozioni” e cerca di mettersi in gioco cimentandosi con i consueti giochi come roulette, blackjack, poker e poi vuole sfidare la sua abilità con le “famigerate macchinette”, le slot machine tanto amate ed odiate, ma che attirano l’attenzione di tantissimi utenti che vanno a ricercare le storie preferite e “si fanno” coinvolgere dai loro suoni, colori e grafiche. 32Red casinò si avvale della collaborazione di Microgaming, leader mondiale per i software e per la produzione di giochi eccezionali, che serve le piattaforme più acclarate e contribuisce al loro successo in modo tangibile e professionale. La vasta gamma di giochi che accoglie i giocatori non lascia che l’imbarazzo della scelta e… provarli tutti potrebbe essere veramente un’impresa titanica.

Bonus

Il bonus è senza dubbio un “mezzo” per provare qualche gioco ancora sconosciuto, per cercarne uno in particolare che soddisfi la personalità e le proprie strategie: ecco, quindi, che 32Red casinò online mette a disposizione 10 euro di bonus senza deposito per i nuovi iscritti. Poi un bonus di 32 euro ogni 10 euro ricaricati. E’ un “buon bonus”, apprezzabile e serio senza rincorrere quei bonus “esagerati” che però sono soggetti a conti e promozioni “da far girare la testa” per riuscire a comprenderli e che forse… “spingono” il giocatore a rischiare troppo! Meglio avere un “bonus sano” che faccia “solo divertire”.

Considerazioni finali

L’accoglienza, la semplicità, la velocità, la scelta è quello che fa di questo casinò online un luogo dove gli utenti trovano tutto ciò che può farli divertire in tranquillità e serenità. Un’assistenza professionale ad alto livello, rapidissima negli interventi e che mette a disposizione la propria competenza con gentilezza è un altro elemento positivo che rende la “permanenza” su questa piattaforma tranquilla e divertente. Tanti sistemi di pagamento, la rapidità nella riscossione delle vincite -e non è cosa da poco- sono altri punti sui quali soffermarsi per valutare la serietà di 32Red casinò online e propendere per la sua scelta… per lungo tempo! Avanti, quindi, nella sperimentazione della piattaforma… e che la Dea Bendata si affacci!

Come verrà riordinato il settore del gioco d’azzardo

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Passo dopo passo, piano piano, il tempo e l’addivenire della Conferenza Unificata Stato, Regioni ed Enti locali si sta avvicinando inesorabilmente. Non si può in questo momento non continuare a parlarne dato che le speranze di un futuro per il settore del gioco dipenderà da ciò che uscirà da quell’evento. Tutti, ma proprio tutti “stanno con le dita incrociate” sperando che qualcosa illumini le menti di chi deciderà e sperando, sopratutto, che vengano prese decisioni definitive e nazionali… per il bene di chi vede ancora nel gioco qualcosa di positivo e divertente. Il prodromo a questa Conferenza Unificata è stato il primo passo ufficiale con la Conferenza Nazionale delle Regioni sul contrasto al gioco d’azzardo.

Il risultato di “questo primo passo” è stato la sottoscrizione da parte di otto regioni di un documento che comprende le richieste da parte dei sottoscrittori che verranno presentate appunto in occasione della “famigerata Conferenza Unificata. Le Regioni che hanno sottoscritto il “Manifesto delle Regioni per la lotta alla ludopatia” sono state: Lombardia, Veneto, Liguria, Basilicata, Sardegna, Campania, Emilia Romagna, Lazio e Piemonte. Lo presenteranno, come detto, in Conferenza Unificata che si terrà a seguito di quanto disposto dalla Legge di Stabilità del 2016 e dalla quale “uscirà” la nuova figura del gioco lecito e della sua offerta sul territorio.

Il tempo per chiarirsi le idee da parte di tutti i partecipanti, ma proprio tutti, c’è stato e c’è ancora anche se si prospetta uno slittamento di questo evento così atteso, temuto e pieno di speranze per tutta la filiera. Il sottosegretario all’Economia con delega al gioco, Pier Paolo Baretta, ha dimostrato più volte e non solo a parole, di “tenerci a questa ristrutturazione del gioco” e, quindi, intende sfruttare questa occasione “conferenziale” nella sua pienezza con lo scopo di porre fine alla annosa “questione territoriale” e, sopratutto, per realizzare i “desideri” e gli obbiettivi della Stabilità.

Baretta ritiene che il riordino del settore sia un “atto dovuto” da parte del Governo in quanto si è permessa troppa espansione dell’offerta e, quindi, la ristrutturazione deve essere ,sopratutto, di carattere sociale per proteggere i cittadini-giocatori dalla troppa “presenza” del gioco d’azzardo: ecco perché è indispensabile arrivare a razionalizzarla, a ridurla per prevenire anche il gioco problematico. Il tutto deve anche “produrre” regole certe per gli operatori che hanno investito nel gioco.

Indubbiamente, lo scopo della Conferenza Unificata sarà quello di stabilire regole condivise che valgano per tutto il territorio, in modo che il cittadino-giocatore possa confrontarsi con il gioco in qualsiasi luogo della Penisola con le stesse regole e le stesse normative. Non si potrà procedere, forse, d’urto, ma si dovrà instaurare un dialogo che porti allo stesso obbiettivo anche se non sarà assolutamente facile. Gli Enti Locali avranno un ruolo preponderante e fondamentale, di controllo e di gestione della programmazione in modo che successivamente ciò che si deciderà in Conferenza venga applicato sui diversi territori. Per fare un esempio e citare una proposta che sottoporrà Baretta: se si stabilirà un certo rapporto tra numero di abitanti e punti di gioco, poi non spetterà allo Stato discutere la location fisica delle sale da gioco, spetterà agli Enti Locali questo compito e si dovranno assumere anche la responsabilità di determinarne la distribuzione sul territorio.

I Casinò sono un’affare o un peso per lo Stato Italiano?

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C’era una volta, tanti, tanti anni fa, il gioco che era in mano, prevalentemente, all’illegalità e questo comportava oltre che l’assenza completa di sicurezza per i giocatori, anche una presenza “scomoda” sul territorio, dato che attorno al gioco illecito girava un mondo non proprio “tranquillo” e “corretto”. Lo Stato, allora, si rese conto che questo “non era bene” e che avrebbe dovuto intervenire per dare serenità e sicurezza ai proprio cittadini. Quindi, si fece parte attiva in questa idea e “creò”, con le sue mani, il gioco lecito pubblico creando dei punti “sani” dove il cittadino-giocatore poteva divertirsi, essere sereno e producendo un guadagno per il proprio Erario. Da qui nacquero “felici e contenti” tantissimi modi per giocare, tante concessioni, tantissimi giochi che venivano “imposti” ai consumatori: tanti imprenditori, allora, videro la possibilità di guadagnare ed andarono ad investire forti somme in quel “nascituro mondo” che all’inizio offrì tante soddisfazioni…

Allora, indubbiamente, era un affare economicamente interessante il gioco, ma ora lo è ancora? Qualche dubbio nasce dato che durante questi quindici anni circa, vicessitudini si sono succedute e non sempre piacevoli. Questo, per parlare del gioco pubblico in generale, ma la riflessione che si vorrebbe fare in queste righe riguarda anche le Case da Gioco nostrane I nostri Casinò tricolore si dibattono da tempo in acque tempestose, ma continuano ad esistere, a movimentare il loro modo di essere, ad adeguarsi ai tempi inserendo anche, nelle rispettive sale, giochi tecnologicamente avanzati che mai e poi mai si sarebbe pensato potessero far parte della vita dei casinò. Le Case da Gioco si sono adeguate ai tempi, modernizzate per cercare di “catturare” l’attenzione e la presenza di giocatori più giovani, magari non “solidi” come i “vecchi frequentatori” di casinò, ma con vedute di gioco differenti.

Per vedere se è ancora un “affare” trattare di gioco, bisognerebbe fare delle classifiche e per quanto riguarda i casinò nostrani, si fa in fretta visto che sono solamente quattro: valutare, quindi, quelli che hanno una buona gestione e non “tanti pesi esterni” sulle spalle è cosa non tanto complicata e difficile. Non è un compito “sterminato” ed eleggere il “migliore” casinò tra i quattro è un impegno assolutamente affrontabile! Ma quali potrebbero essere i parametri da prendere in considerazione per questo “podio”? Alcuni elementi sono naturalmente comuni: ingressi, incassi, quota di mercato ed evoluzione, variazione percentuale rispetto al mese precedente od all’anno precedente. Oppure progressivo annuale e sua evoluzione. Ecco, questi sono i dati comuni a tutte e quattro le Case da Gioco: però quando questi dati si uniscono ai dati di bilancio la situazione si complica un pochino. Si può andare bene come incassi, ma avere il bilancio in perdita, ma questo non è una “assurdità” e non appartiene solo ai casinò. In tutte le aziende possono esserci gestioni “non perfette” che producono, anche a fronte di buone vendite, un bilancio in rosso.

Per i casinò, però, esiste una variabile “tremenda”: ciò che si deve corrispondere alla proprietà, cioè all’ente pubblico di riferimento. È molto più difficile far quadrare un bilancio quando si devono dare alla proprietà il 30% degli incassi rispetto a quando la percentuale è solo del 10%. Certamente, è un discorso teorico che non tiene presente altre variabili come quelle che “toccano” il Casinò di Campione d’Italia con il cambio franco-euro, discorso che è prodromo non di una classifica dei quattro casinò tricolore, ma di un riordino normativo sul quale sta lavorando il Governo, od almeno… si spera.

Il gioco d’azzardo legale deve trovare la pace

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In attesa che le “menti che ci governano” traggano idee decisionali, modifiche, ristrutturazioni per il mondo del gioco, bisogna ottemperare alle regole che sin qui sono “attive” ed alle quali il settore si deve attenere se non vuole soccombere, oppure vedersi arrivare sanzioni con importi rilevanti. Tutti gli attori del gioco devono seguire ciò che ora è normativa vigente e, quindi, anche rispettare gli orari di apertura e chiusura delle attività ludiche, così come quelli relativi all’accensione spegnimento delle apparecchiature da intrattenimento collocate all’interno di esercizi e sale da gioco. Certo, questo non è semplice né facile da digerire perché, in linea di massima, gli orari di spegnimento obbligato coincidono, naturalmente, con quelli che potrebbero essere i “più proficui”: ma tant’è la legge è legge e, quindi, bisogna ottemperarvi.

Si vuole parlare ora, particolarmente, della situazione delle attività commerciali di Novara, di quelle lecite che propongono il gioco pubblico. Infatti, nella nuova seduta che si terrà in Giunta comunale, è prevista una nuova modifica dell’ordinanza sugli orari di accensione degli apparecchi da intrattenimento, dopo l’approvazione, in febbraio, di norme diverse tra sale da gioco slot e Vlt. In questo senso, fa sentire la sua voce il Presidente della Federtabaccai di Novara che caldeggia la richiesta presentata che rappresenta stessi orari in tutti i locali che ospitano il gioco. Secondo l’Associazione, differenziare gli orari di accensione in alcune categorie ed in altre no è, senza ombra di dubbio, il modo giusto per affrontare il gioco problematico, perché il giocatore che si vuole divertire, trova il gioco “50 metri più in là” dalla postazione lecita chiusa, dove trova invece “l’illecita”. Basta giocare, difficilmente il consumatore si pone, oggi, il problema di farlo legalmente o no. La cultura del gioco non è ancora così “avanzata”… anche se dovrebbe esserlo!

Praticamente, a Novara esiste questo tipo di differenziazione relativamente agli orari di accensione degli apparecchi: per le sale da gioco autorizzate, ai sensi dell’art.86 del Tulps, vige l’accensione dalle ore 10 alle ore 24, mentre è fissato per gli apparecchi locati negli esercizi pubblici, come bar, tabaccherie e similari, quello compreso tra le ore 10 e le ore 13, e fra le ore 18 e le ore 24. Tanta diversità è incomprensibile.

Novara, vista quella sperequazione di trattamento, cambierà ancora una volta la regolamentazione sul gioco: quella vigente era stata approvata dopo combattuti “scambi di opinione abbastanza agguerriti” tra il Comune e gli operatori che a gran voce sostenevano di non essere stati opportunamente sentiti prima della redazione della decisione. A seguito di queste “calorose” proteste, il Sindaco di Novara aveva firmato un provvedimento che teneva conto delle caratteristiche differenti dei locali di esercizio ed, in particolare, del fatto che gli apparecchi venivano messi a disposizione in locali destinati ad ospitare videogiochi ed altre attrezzature da intrattenimento. Questi esercizi erano e sono sottoposti a particolare monitoraggio e controllo, sia in modo preventivo che in modo successivo al rilascio dell’autorizzazione di apertura. Quindi, sono estremamente “disciplinati” durante la conduzione dell’attività, sopratutto quegli esercizi dove l’attività prevalente è diversa da quella del puro intrattenimento come, per esempio, bar, ristoranti, centri commerciali. Da qui il dietro-front giustificato del Sindaco ed una “mano tesa” al mondo del gioco che sembra proprio non avere mai pace… se non alzando un po’ la voce!